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Frà Bernardo dello SS

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Vita, e morte del Venerabile servo di Dio
Frà Bernardo dello Spirito Santo,
Laico Professo, scrita dal nostro
P. Gio. di S. Agostino Romano.



69. Nella Terra chiamata Serin’alta , principale della Valle Brembana superiore, distante 25 miglia da Bergamo (ove suole risedere il Vicario di detta Valle, mandatovi dalla Città) resa celebre nel nostro Ordine Eremitano, per avergli già dato il B. Gerardo Carràra, Vescovo di Savòna, che morì l’anno 1355 ivi hebbe i suoi natali il ben’ avventurato Frà Bernardo, alli 23 di Genaro l’anno 1585. Suoi genitori furono Viviano di Donato, e Savina Valle, coniugati di bassa fortuna, ma timorati di Dio, nativi ambidue del detto luogo. Nel Battesimo gli fù posto il nome del Padre, godendo sovente i Genitori, che li figlij loro gli siano simili anche nel nome; onde leggiamo dello grande S. Basilio, essere stato figlio di un altro Basilio; S. Ambrogio di un altro Ambrogio; S. Gregorio Nazianzeno di un altro Gregorio; e più modernamente li due Santissimi Prelati Tomaso di Villanova, di Tomaso Garzia, e Francesco Salesio, di Francesco, e Francesca.
70. Dà primi anni della sua fanciullezza cominciò Viviano, à dare indizio, qual’riuscir doveva nell’età maggiore, mostrandosi molto di voto, formando nella propria Casa Altarini con alcune devote immagini del Nostro Signore, della Beatissima Vergine, e di altri Santi; avanti dè quali spesse volte frà il giorno inginocchiatasi, à recitare le sue orazioni, con singolare riverenza, e divozione; il che però faceva quasi furtivamente, per non essere osservato da gl’altri, per fuggire la vanagloria.
71. Per la sua buona memoria avendo ben presto, oltre l’Orazione Dominicale, Salutazione Angelica, & Simbolo degl’Apostoli, imparato anche à mente alcuni Salmi, gl’insegnava ad altri figliuolini, e con essi poi gli andava cantando, era specialmente divoto della Passione di Cristo Sig. Nostro, e per imitarla, si fece una Croce di legno, longa un braccio in circa; e ponendosela sù le spalle, chiamava tal’ora altri fanciulli, suoi famigliari, alli quali dando alcune fruste, gli diceva, che lo battessero; perche voleva portare la Croce al Monte Calvario ad imitazione del nostro Redentore; facendo restare ammirati quei, che l’osservavano, e poscia riferirono lo spirito grande, che in quella tenera età dimostrava.
72. Pativa altresì, di buona voglia, ogni sinistro accidente; onde essendo una volta caduto giù da un arbore, & slogatosi uno braccio, soffrì quel dolore con molta pazienza, e rassegnazione in Dio; senza lamentarsi, ne piangere, con stupore del Chirurgo, che lo medicò. A questa medesima virtù esortava gli altri di Casa, animandoli con efficaci parole, acciò anch’essi pazientemente soffrissero quanto di avverso gli accadeva.
73. Fù dotato d’ingegno molto perspicace, docile & atto, ad appendere qualunque scienza: mà rimasto privo del Padre nell’età di anni trè, la povera Madre appena potè mantenerlo, ad imparare il leggere, scrivere, e far conti. Giunto al decimo anno in circa, benche fusse gracile di vita, e di statura picciola, un Mercadante dell’istessa terra di Serinalta, che haveva  casa aperta, e traffico in Venezia, osservata la sua buona indole, e naturale vivacità; s’invaghì di lui, e fece sì, che la Madre glielo concesse, acciò per un certo tempo lo servisse nella bottega.
74. Partitosi Viviano dalla Patria si trattenne alquanti anni in Venezia col’detto Mercante, benche con poca sodisfazione del suo spirito, parendogli quell’esercizio mercatile d’impedimeto allo profitto dell’anima. Ad ogni modo, finche dimorò ivi, non solamete conservò la sua prima devozione, ma l’andò sempre aumentando, con segni di granzelo dell’onor Divino, e della salute de’prossimi; posciache vededo alcuno di coloro; cò quali praticava, quantunque di età maggiore, bestemmiare, ò pur dire altre parole in offesa del Signore, ò instantemente lo pregava, di astenersene, ò apertamente lo sgridava, e riprendeva, riducendogli à memoria il severo castigo, che da Dione riceveria.
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