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Il fondatore Sac. Federico Faraca



Il fondatore Don Federico Faraca, nasce a Pedace (CS) il 24 maggio 1915,
ordinato sacerdote a Laurignano il 16 giugno 1940, per quasi 50 anni parroco di Lago. Un'intera esistenza dedicata all'annuncio, alla celebrazione e alla testimonianza del vangelo. Numerose le attività e le opere promosse: il bollettino, per tenere unita la sua parrocchia con i tanti fedeli di Lago, che per ragioni di lavoro emigrarono, anche al di là dell'Oceano; la casa parrocchiale, luogo dove la famiglia dei figli di Dio poteva radunarsi, per educare i piccoli e i più giovani ai principi evangelici; i pelligrinaggi come il paradigma della vita cristiana, che è sempre un lasciare le proprie cose per andare verso il Signore; ed ancora il Santuario a Margi, possibilità per tutti di invocare Maria Madre di Dio quale porta per la salvezza. Don Federico Faraca ha concludo la sua esistenza terrena a Lago all'alba del 31 ottobre 1994, vigilia della festa di Tutti i Santi.

* * *


Per descrivere la personalità e la grandezza umana e spirituale del fondatore don Federico Faraca riportiamo alcuni articoli o spezzoni di essi tratti dal libro Don Federico Faraca, parroco di Lago (1946-1994), testimonianze ed immagini di una presenza a tutto campo a cura di Don Giancarlo Gatto edito nel 1996:


Carissimi,
gli anni non si possono nascondere né diminuire... pesano... Non per niente la sapienza antica affermava: senctus ipsa morbus est: un passo lento, un respiro affannoso, una stanchezza continua.
Ad una certa età passa come in uno schermo cinematografico tutto, si rivivono con nostalgia avlieti e tristi.
Lo slancio dei 25-30-40-50 anni sfuma come nube al vento.
Quando chiesi alla Curia di farmi un altro prestito di 10 anni per continuare i miei lavori, con la ritenuta della congrua, all'età di 56-57 anni, nel sentirmi dire: «non sei più un giovanotto», ebbi come una mazzata sulla testa... Mi consideravano già finito.
Sono stato ordinato il 16 giugno 1940, tra due anni, nel 1990 saranno le mie nozze d'oro... Ho gi-ronzolato per circa 4 anni con la mia bicicletta- dopo l'esperienza di circa due anni a San Nicola delle Vigne in Aprigliano - da Panebianco a Quattromiglia, spendendo le più fresche energie sacerdotali, evangelizzando quella umile gente di campagna, organizzando catechismo... Azione Cattolica... liturgia... e tante altre interessanti attività, sotto la paura dei bombardamenti e delle armate tedesche. La gente mi voleva bene... tanto che alcuni ancora si ricordano di me.
Il 14 aprile 1946, dopo un rigoroso concorso con P. Saragò dei Minimi raggiunsi la Parrocchia di San Nicola in Lago.
Il mio motto era «La mia continua preoccupazione: il bene della Chiesa».
Succedevo al dotto, dinamico, zelante prof. Don Luigi Chiappetta... Mi presentai al popolo, dopo undiscorso di Don Mario Asta, con questo programma: «Vengo a voi non in nome della scienza perché non ho laurea, né titoli accademici, non in nome della santità perché questa spaventa..., ma soltanto innome dell'Amore, che ci deve unire e fare della parrocchia una Famiglia: la Famiglia dei figli di Dio».
Comincia così la mia attività pastorale parrocchialesenza ajcuna sosta... Sono ormai 42 anni ad aprile 1988.
II parroco allora era il «Deus ex machina»: tutto doveva fare lui, tutto organizzava lui, non c'era il Consiglio Pastorale Parrocchiale e gli stessi dirigenti di Azione Cattolica maschile e femminile (perché allora erano severamente separate) erano piuttosto di peso che di aiuto. Furono costituite subito una scuola parrocchiale di catechismo efficiente sia in paese che in campagna, anche se mancavano le strail gruppo dei chierichetti ben organizzato, le Acli, l'Aimc e tutte le branche di Azione Cattolica. Per la liturgia si seguivano le direttive della Regalità dell'Università Cattolica di Milano... Spesso sedevo io stesso all'armonium con canti ben preparati e con le Messe in latino di Bottazzi, Ravanelo, Perosi, ecc. Due scuole di canto: maschile e femminile rendevano più solenni le Sacre funzioni...: c'erano delle voci meravigliose!...
Erano ormai tradizionali: l'Accademia per il Papa al 29 giugno in cui cominciava il periodo estivo con trasferimento di tutte le attività nella chiesa della Madonna dei Monti, che io chiamavo «la mia Castel Gandolfo»;... la Festa della mamma, del papa... il carnevale dei ragazzi... la colonia estiva in due turche riuniva più di 100 ragazzi nei mesi di luglio ed agosto... le Suore non andavano mai in vacanza né molto meno il parroco... Il motto era: «Nessun ragazzo per la strada».
Erano frequenti le conferenze, talvolta anche con personalità eminenti sia nel campo della politica (perché allora anche noi preti eravamo ingolfati nella politica) sia nel campo della cultura: Reale, Murmura, Misasi, Cassiani e per gli incontri di A.C. tutti i diridiocesani.
Visite frequenti in tutte le campagne per il catee la celebrazione della Santa Messa all'aperto, sotto un albero o in qualche casa trasformata in oratorio rurale: come Greci, Piscopie e in qualche aula scolastica con grande soddisfazione degli insegnanti...
Gare catechistiche trimestrali con relativi premi che allora consistevano in biscotti e caramelle e alla fine dell'anno con l'attribuzione delle medaglie ai più meritevoli per assiduita e per profitto.
Ea premiazione si soleva tenere generalmente nel mese di ottobre nel recinto della Madonna dei Monti e serviva anche come inaugurazione del nuovo anno scolastico.
Non si è trascurato mai il lato ricreativo: dalle squadre sportive con i completi perfetti, ottenuti per ben due volte dalla P.O.A., alle gite ai monti: Potarne, Cocuzze: zaino sulle spalle, scarponi ai piedi, per via Ponticelli. Partenze all'una dopo mezzanotte e si arrivava alle falde di Cocuzze verso le 5 del mattino per iniziare l'inerpicata verso la cima onde poter godere il raro spettacolo del sorgere del sole...
Si faceva in due turni per i giovani e le ragazze... perché era severamente proibito fare gite promiscue. Per ben quattro volte si è tenuto anche un campeggio di 15-20 giorni al mare: due volte ad Amantea, due volte a San Eucido con la partecipadi 30 giovani per turno.
Furono anche frequenti i trattenimenti cinematografici sia in paese che in campagna... ma la passione mia più sentita era la filodrammatica... Quante operette, drammi, commedie, farse!!... Quante serate fino a notte inoltrata per le prove!... Un entusiasmo eccezionale fra i giovani... era un modo di stare insieme e divertire!... Però alla domenica erano tutti presenti a Messa, all'altare...
Spesso poi si tenevano le gare sportive, dove ora è la Villa Comunale, anche con associazioni di altri paesi.Non poteva mancare una sala di giochi ben attrezzata con i famosi e ricercati biliardini... Che passione per i ragazzi!
Il primo pellegrinaggio di due giorni organizzato con un pullman quando ancora non esisteva l'autostrada, fu nel luglio 1960 per Napoli-Pompei (L. 2.000 a testa)... d'allora il Centro turistico parrocchiale svolse una attività meravigliosa da poter affermare di aver girato tutta l'Italia per lungo e per largo e quasi tutta l'Europa.
Ho considerato sempre una attività importantissima la corrispondenza con gli emigrati e la pubblicazione del bollettino dal 1956 ad oggi con pochissime interruzioni, con grandi sacrifici, ma con tante soddisfazioni.
Oltre a svolgere il ruolo di insegnante di religione nelle scuole medie statali, ho tenuto sempre le venti lezioni in tutte le classi elementari anche le più lontane e disagiate con pochissimi alunni... Gli alunni conoscevano il Parroco e il Parroco conosceva gli alunni di tutte le contrade.
Oltre a tutto questo non mancarono i lavori materiali: la ristrutturazione delle diverse chiese, la costruzione della nuova sagrestia, il complesso parcon quattro piani, ed un numero complessivo di una cinquantina di ampie e luminose stanze, un salone per duecento posti a sedere, palcoscenico, alcuni garages oltre ai servizi ed accessori.
Ma che sanno i giovani di oggi, i giovanotti, i ragazzi di tutto questo?
Non potranno mai sapere né capire di che lacrime grondano e di che sangue tutte le attività pastorali sia spirituali che materiali.
Conservo un mucchio rilevantissimo di cambiali con cui ho potuto far fronte a tutti gli impegni economici con le varie Ditte che mi hanno fornito i materiali. Sono stato sempre puntuale nei pagamenti!... Un miracolo della Provvidenza?
La parrocchia così è stata sempre un continuo cantiere con decine di operai, regolarmente assicurati, con un bilancio complessivo di centinaia di milioni.
Tutte le attrezzature e gli arredamenti sacri sono stati rinnovati, adattandoli ai nuovi ordinamenti liturgici...
Si è provveduto anche all'elettrificazione della campane con il melodioso carillon che dal Santuario al mattino, a mezzogiorno e a sera, fa risuonare le sue dolci note sul paese e nelle lontane contrade.
Ci furono molti avvenimenti importanti e stra-ordinari da non poterli enumerare tutti. Mi piace però ricordare il quarto centenario della benedizione della chiesa parrocchiale: 1557-1957 con i solenni festeggiamenti religiosi e civili che si sono conclusi con la consacrazione di Lago al Cuore Immacolato di Maria... le Missioni frequenti per il paese e per tutte le campagne... le feste religiose, specialmente quella della Madonna delle Grazie, con un novenario predicato nel Santuario e nelle contrade: Aria di Lupi, Seminali, Scavolio, quasi come una missione mariana annuale, coadiuvato da un valido e serio Comitato.

Chi non ha gioito per l'elevazione a Santuario di quella Chiesetta, che da squallido capannone, è stata trasformata con pazienza ed amore in un piccolo gioiello per il candore pur nella sua semplicità?
Non vorrei però che la parrocchia invecchiasse con la mia vecchiaia... l'espressione affettiva di S.E. l'Arcivéscovo dell'11 gennaio 1988: «Ancora una prova che quando il cuore è giovane l'età conta poco»... non mi crea illusioni... Ormai è il tramonto....Caro autem infirmar!...
Sì spiritus promptus est: ringrazio il Signore dei doni della lucidità di mente e dello spirito di iniziativa: una se ne fa e cento se ne inventano; ecco in questi ultimi tempi la Missione popolare tenuta dai Figli di San Gaspare del Bufalo... ecco per la seconda volta la venuta a Lago del Reliquiario delle Lacrime della Madonna di Siracusa... ecco la costituzione del Consiglio Pastorale Parrocchiale ancora in rodaggio con i vari provvidenziali gruppi: autonoresponsabili ed attivi... ecco la rifondazione dei tra rami di A.C.: Adulti, Giovani, A.C.R. con un numero complessivo di 141 adesioni... ecco la conpredicazione straordinaria in occasioni di feste e durante l'anno liturgico... ed ecco la serie di conversazioni mensili, tenute da Don Vincenzo Filice ai giovani, da novembre 1987 a maggio 1988.
Non si bada a spese, anche se ora si è sotto il controllo del Caep, purché si mantiene viva la vita cristiana nella Parrocchia. Non sono mancate le prove... le incomprensioni, le ingratitudini...
Ma che giova ricordarle?
Non sono mancati i dolori: mia sorella (49 anni), mio fratello (52 anni) e mia madre (86 anni) riposano laggiù nel Cimitero...
In conformità ai canoni del Codice di Diritto Canonico ho già da tempo chiesto al Vescovo di esonerarmi dall'uffico parrocchiale.
«Ho compiuto la buona battaglia, sono arrivato al termine della mia corsa ed ho conservato la fede. Ora mi aspetta il premio della vittoria...» (2 Tm 4,7-8).
Vivere per quanto il Signore vorrà in un cantuccio, nella mia Lago, senza dar molestia a nessuno il resto della mia vita.
Chiedo; collaborazione, comprensione se non posso fare tutto e bene; chiedo perdono se non ho saputo fare sempre il mio dovere soprattutto verso qualche persona che si dovesse sentire offesa.
Ringrazio quanti (e chi potrebbe enumerarli?) mi hanno aiutato sia spiritualmente che materialmente. Senza di essi non avrei potuto fare niente!...
Ora il mio posto al cimitero è già pronto... Possentire la voce: «Entra nel Gaudio del tuo Signore».
Ho amato la mia parrocchia... per essa ho dato tutto: mente, cuore e danaro.
La Madonna mi accompagni, mi protegga, mi benedica.
Io dal ciclo pregherò sempre per tutti. Con tanto affetto vi abbraccio e vi benedico.

Don Federico Faraca


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… Qualcuno, un po' di tempo fa, mi ha fatto riflettere su una categoria di sacerdoti, "i preti costruttori", quei preti che hanno dedicato tanta parte della loro giovinezza sacerdotale a pensare, progettare e realizzare chiese, oratori, complessi parrocchiali, dove poter svolgere più compiutamente l'attività pastorale. E Don Federico, a buona ragione, entra in questo novero di "preti costruttori" con la sua passione affinchè il popolo a lui affidato avesse Chiese sempre più dignitose dove la comunità cristiana di Lago potesse riunirsi per pregare, ma anche luoghi dove poter educare cristianamente i più giovani.
… don Federico Faraca, quando si è accorto che tanti, troppi figli della terra a lui affidata, la vostra cara lago, era ormai dall'altra parte dell'Oceano, ha pensato bene di riannodare piccoli fili di comunione, facendo nascere il Bollettino parrocchiale. Ecco un'altra categoria di sacerdoti, i preti giornalisti, che utilizzano la carta stampate per evangelizzare… Quanto bene avrà fatto a quei figli di lago, ricevere periodicamente la voce della Chiesa che parlava con le parole di Don Federico, che gli ricordava gli avvenimenti lieti e tristi del paese nativo, che li teneva desti sui periodi liturgici, che li spronava a mantenere alta la fede cattolica in tanti luoghi del mondo dove Cristo era appena conosciuto (da Nella vigna del Signore, pag. 5)

S.E. Dino Trabalzini
Arcivescovo emerito di Cosenza-Bisignano


…il sacerdozio di don Federico costituisce un luminoso esempio di zelo pastorale e di dedizione al perseguimento del bene comune (da Ricordare per non dimenticare, pag. 7)

Rag. Pino Caruso
Sindaco di Lago dal 1995 al 1999


…Tu sei santo non perché perfetto, tu sei santo perché con tutto te stesso, cioè con il tuo carattere e la tua forte personalità hai sempre cercato e desiderato fare la volontà di dio prontamente, restando al posto assegnatoti dalla sua Provvidenza: Parroco di Lago per 48 anni dal 1 aprile 1946 all'alba del 31 ottobre 1994…Parroco a tempo pieno, parroco a tutto campo, parroco a tutto spiano (da Parroco a tempo pieno, pag. 9).

Don Giancarlo Gatto
Parroco di Lago dal 1992 al 1997


…nonostante il carattere poco estroverso ha sempre cercato di estendere il contatto umano, senza predilezione di censo o di estrazione sociale, perché lo riteneva indispensabile al pino adempimento della missione sacerdotale e parrocchiale. In laboriosa e sofferta solitudine, nel silenzio del suo studio, nelle ore libere da impegni diretti coi parrocchiani, fino a notte inoltrata, si intratteneva a programmare il lavoro a breve, lungo e lunghissimo termine, a impostare l'impaginazione del bollettino parrocchiale, a rispondere puntualmente alle numerose lettere degli emigrati, a recitare fedelmente i salmi del Breviario Romano (da Le impronte spirituali non si cancellano, pag. 11).

Antonio De Pascale


…Don Federico Faraca è stato sempre segno visibile della presenza dio dio in mezzo ai fedeli, affidati alla sua cura di pastore, ed è stato per loro proprio l'aiuto continuo ed instancabile per interpretare e capire la Parola di Dio. Un autentico apostolo e missionario. La lezione che ci resta di lui, cari confratelli, è lo zelo per la casa di dio e l'ansia continua per la salvezza delle anime: un tema che Don Federico ha svolto bene fino alla consumazione di se stesso… E' stato un antesignano della pastorale che oggi ci vede impegnati ad evangelizzare l'uomo là dove egli si trova…Presente dappertutto, è stato veramente il segno della presenza di Dio…Da Gesù, davanti alle incomprensioni, aveva imparato la lezione di sopportare tutto nel silenzio: Jesus autem tacebat...il suo amore, per il paese, per i lontani, per gli emigrati è incontestabile…Durante questo servizio egli non ha cercato il suo interesse… (da Mendicante di Dio, pag. 13).

Mons. Angelo Chiatto


…Nel 1956 incomincia ad essere diramato il Bollettino, che nel corso degli anni si aggiornerà, cambierà testata, si arricchirà di contenuti, anche in rapporto al crescente fervore dell'attività pastorale; tuttavia conserverà sempre intatto il valore di divulgazione e di informazione. Il pregio di questo Bollettino consiste maggiormente nella funzione del riferimento e del richiamo, nella forza di aggregazione, nell'identificazione dell'appartenenza…(da Il Bollettino…pag.53)

Francesco De Pascale


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