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Isidoro di Pelusio

I Padri della Chiesa...



Isidoro di Pelusio


La figura di Isidoro

Isidoro, nato nel nord-est dell'Egitto nella regione di Pelusio, è vissuto a cavallo tra il IV e il V secolo (circa 350-440). Sono pochi i documenti che ci permettono di ricostruire la biografia di Isidoro, ma esaminando i contenuti delle sue lettere e l'identificazione degli indirizzi, è possibile procedere per mezzo di deduzioni.
Per comprendere bene la sua figura possiamo parlare di lui come:
1.   Sofista: Ciò che egli aveva imparato lo ripeteva agli altri. I suoi vecchi discepoli del tempo in cui era insegnante hanno fatto carriera; alcuni hanno raggiunto incarichi amministrativi importanti: governatori di province, avvocati. Altri si sono convertiti al cristianesimo, alcuni cristiani sono diventati chierici e hanno fatto passi da gigante nella gerarchia ecclesiastica: diaconi, preti e vescovi, altri sono diventati monaci.
2.   Esegeta: Le sue interpretazioni delle Sacre Scritture sono sparse nelle sue lettere e più spesso sono delle risposte alle domande formulate dai suoi corrispondenti. Se anche non ci ha lasciato alcun commento completo di uno o dell'altro libro della Sacra Scrittura, questo non vuole dire che non abbia fatto oralmente commenti completi sulla Bibbia, nel periodo in cui era didascalos della chiesa di Pelusio. Basta la testimonianza di S. RICHARD, pioniere dell'ermenèutica moderna: "Egli ciononostante merita di essere considerato al livello dei più abili commentatori tanto dell'Antico quanto del Nuovo Testamento" .
3.   Teologo: È chiaro che egli non è un teologo nel senso proprio del termine, né vuole in alcun modo esserlo. Eminentemente teologo è Gregorio Nazianzeno, soprannominato a giusto titolo "il teologo". Il nostro Autore difende la cristologia contro le diverse eresie : anzitutto la divinità di Cristo contro gli ariani e si basa fortemente sulla fede di Nicea.
4.   Monaco: Il suo ritiro nel deserto fu il naturale risultato del suo cammino intellettuale e spirituale, nello stesso tempo egli non smetteva di essere presente nel mondo con la sua parola, sia a voce che per iscritto.
5.   Padre spirituale: Con l'esempio della sua vita, egli metteva in pratica le massime che insegnava, affinché la vita corrispondesse alle parole; la gente che vedeva il suo stile di vita correva a chiedere il suo consiglio.

La vita monastica alla luce delle lettere di Isidoro


Di Isidoro, possediamo 2000 lettere, per la maggior parte abbastanza brevi, scritte in stile accurato, gradevole e piuttosto semplice. Queste lettere sono indirizzate a monaci, a vescovi e a laici di rango diverso e contengono esortazioni, insegnamenti e parole di consolazione in un tono molto simpatico.
Dopo la raccolta di tutti gli elementi che riguardano la vita monastica, viene presentata la dottrina ascetica dal punto di vista isidoriano. Il nostro Autore non solo ha visto realisticamente, ma è stato anche uno scrittore fedele nell'esprimere le sue osservazioni e nel presentare la vita monastica dal punto di vista della sua esperienza monacale. La sua vita era una vita occupata dalla preghiera, dalla lettura, dallo studio e meditazione della Bibbia, dalle pratiche ascetiche e dal lavoro manuale, ma principalmente dalla copiatura delle Sacre Scritture e dei testi dei Padri della Chiesa. Questa vita di un comune monaco è cambiata rapidamente in seguito all'arrivo di un abbondante corrispondenza e all'insegnamento impartito agli aspiranti alla vita monastica. Perciò alla luce di questa esperienza abbiamo cercato di esaminare le caratteristiche della vita monastica dal punto di vista isidoriano.
Secondo Isidoro di Pelusio, il monaco è un solitario, ma non è un isolato, è l'uomo che sta sempre vicino ai suoi fratelli. Questa separazione dal mondo nasce da una decisione personale di imitare Dio e di vivere in intimità con Lui. Possiamo affermare che la vita e gli interventi di Isidoro lo dimostrano con chiarezza.
Isidoro ha valorizzato la vita ascetico-monastica, propagando il monachesimo quasi come la forma della perfezione. Nelle sue lettere, anche se in modo occasionale, ha dato ai suoi contemporànei un quadro assai ampio di osservazioni e di indicazioni circa il conseguimento della perfezione e l'ascesi di tipo monastico. D'altra parte, come è noto, non si trova sempre una netta distinzione tra la vita monastica e quella cristiana, perché la santità non è prerogativa solo di chi si isola totalmente dal mondo: essa è l'obiettivo di ogni cristiano. Egli non usava un linguaggio diverso quando si rivolgeva ai monaci, ai chierici secolari e ai laici, per tutti proponeva in sostanza le stesse esigenze.
Non c'è dubbio che il Pelusiota abbia dato un contributo al concetto di perfezione cristiana in genere. Nei suoi consigli si scorge l'influsso di alcuni Padri del deserto, come i Cappàdoci e Giovanni Crisostomo, i quali sottolineano soprattutto la purezza del cuore e la mancanza delle affezioni disordinate: essi parlano piuttosto di ciò che si deve evitare e chiamano perfetto chi non commette peccati. Isidoro invece nei suoi consigli accenna anche al lato positivo della vita cristiana. Secondo lui la perfezione è una chiamata di Dio per tutti i cristiani, sia monaci che chierici e laici. È perfetto, dunque, chi è vergine, chi è distaccato dalle ricchezze, ma è perfetto specialmente chi pratica l'unione con Dio per mezzo dello studio, dell'ascolto e della meditazione della Sacra Scrittura.


P. Shenouda Sahfik ANDRAWES
Rettore del Seminario Maggiore (S.Leone Magno)
Cairo-Egitto


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