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L'editoriale del Parroco


I Padri della Chiesa

Nel credo domenicale, dopo aver professato la fede in un solo Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo, diciamo: "Credo la Chiesa, una, santa, cattolica ed apostolica". Con l'apostolicità noi riconosciamo alla Chiesa tre caratteristiche fondamentali: è fondata sulla predicazione degli apostoli, custodisce la fede degli apostoli, è guidata dagli apostoli per mezzo dei loro successori (nota 1). I padri della Chiesa sono il primo anello della catena che unisce ininterrottamente gli apostoli alle successive generazioni cristiane. Vengono considerati padri della Chiesa tutti quei cristiani dei primi secoli del cristianesimo, vescovi, presbiteri, laici, monaci e monache, che furono, ciascuno nel proprio tempo, testimoni della tradizione con la vita e con gli scritti. Ci sono quattro note che qualificano un padre della Chiesa: 1) la fede ortodossa, 2) l'approvazione della Chiesa, 3) la santità della vita, 4) l'antichità (nota 2). Quei cristiani vissuti nei primi secoli che mancassero di una delle prima tre note sono definiti soltanto scrittori ecclesiastici. Troviamo la prima definizione del concetto di padre della Chiesa nel Commonitorio di Vincenzo di Lerino (430), il quale afferma :

"(Padri sono) coloro che vissero, insegnarono e rimasero nella fede e nella comunione cattolica santamente, saggiamente e costantemente,
e meritarono di morire fedeli a Cristo e di dare la vita per lui"(Comm. 28,6).

Per noi cattolici la conoscenza dei padri e dei loro scritti riveste molto importanza, in quanto consideriamo come fonte della rivelazione non solo la parola scritta ma anche quella trasmessa oralmente nella tradizione della Chiesa (nota 3). Il concilio Vaticano I (1870) ha poi definito dogma di fede l'infallibilità dell'unanime consenso dei padri circa l'interpretazione di un passo della Scrittura. Quando i padri sono concordi nell'interpretazione di un passo scritturistico, la loro interpretazione gode dell'infallibilità, perché evidentemente è sotto l'influsso dello Spirito Santo. Nel nostro tempo siamo chiamati in particolare a riscoprire l'itinerario seguito dai padri nella lettura e nell'interpretazione delle Scritture. Nell'ultimo Sinodo dei Vescovi il Papa ha messo in evidenza come nell'approccio alle Scritture la lettura storico-critica debba essere integrata con la lettura teologica (nota 4). Per noi le Scritture hanno una duplice natura, umana perché sono state scritte da uomini, e divina, perché sono state ispirate da Dio. Mentre i padri della Chiesa hanno messo in risalto soprattutto la natura divina delle Scritture, nel nostro tempo si è eccessivamente sottolineata la loro natura umana. Bisogna riequilibrare le cose, riconoscendo il grande valore del metodo storico-critico che ci permette di conoscere più a fondo e con sicurezza il significato letterale dei testi, ma senza perdere di vista che questi testi sono ispirati da Dio e quindi solo la fede e la luce che vengono da lui ci permettono di coglierne il senso pieno. Così in base al metodo storico-critico comprendo che Isaia dicendo ad Acaz: "Ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio, che sarà chiamato Emmanuele", parlava della moglie e del figlio del re. In base al metodo teologico con cui mi pongo in ascolto dello Spirito Santo comprendo quello che già avevano compreso gli autori del Nuovo Testamento, ispirati da Dio, che la vergine è la Madonna e l'Emmanuele è Gesù Cristo. I padri in quanto testimoni della tradizione della Chiesa non si sono limitati a custodire e trasmettere quello che avevano ricevuto, ma si sono impegnati ad approfondirlo ulteriormente, accrescendo la comprensione ecclesiale dei misteri della fede. Il loro metodo dell'approfondimento teologico si compone di quattro elementi imprescindibili: 1) ricorso costante alla Scrittura e alla Tradizione; 2) consapevolezza dell'originalità del messaggio cristiano; 3) difesa della fede e ulteriore approfondimento; 4) esperienza esistenziale del mistero (nota 5). Per i padri non è ammissibile la scissione tra studio teologico ed esperienza del mistero. Le loro riflessioni non sono il risultato di pura speculazione teologica, ma del loro impegno pastorale e della loro unione intima con Gesù Cristo. Essi vivono l'amore di Dio che diventa fonte di nuova intelligenza. Per conoscerli meglio, diamo inizio sulla rivista online alla presentazione dei singoli padri. Ogni quindici giorni ci sarà la presentazione di un nuovo padre della Chiesa. Nella successione non presenteremo alcun ordine in particolare. La conoscenza dei santi padri ci aiuti a consumarci come loro nel servizio della Chiesa, a gloria del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen
Pace e bene

Sac. Alfonso Patrone  


Il primo padre che viene presentato è Isidoro di Pelusio. La presentazione viene fatta dal Rettore del Seminario Maggiore Copto Cattolico del Cairo, Padre Shenouda, il quale ha fatto la sua tesi di Dottorato in Spiritualità sull'Epistolario di Isidoro di Pelusio.

(1) Cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 857, Città del Vaticano , 1992, p. 235.
(2) Cfr. Johannes Quasten, Patrologia I, Casale Monf. , 1983, p. 12.
(3) Cfr. Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 9, dove si legge : "La sacra tradizione dunque e la sacra Scrittura sono strettamente congiunte e comunicanti tra loro. Poiché ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente, esse formano in certo qual modo un tutto e tendono allo stesso fine. Infatti la sacra Scrittura è la parola di Dio in quanto consegnata per iscritto per ispirazione dello Spirito divino; quanto alla sacra tradizione, essa trasmette integralmente la parola di Dio --- affidata da Cristo Signore e dallo Spirito Santo agli Apostoli --- ai loro successori, affinché, illuminati dallo Spirito di verità, con la loro predicazione fedelmente la conservino, la espongano e la diffondano; ne risulta così che la Chiesa attinge la certezza su tutte le cose rivelate non dalla sola Scrittura e che di conseguenza l'una e l'altra devono essere accettate e venerate con pari sentimento di pietà e riverenza".
(4) Benedetto XVI, Omelia durante la 14 congregazione generale del Sinodo sulla Parola di Dio in Civiltà Cattolica IV, 2008, pp. 213-216.
(5) Cfr. Cong. per l'educazione cattolica, Lo studio dei Padri della chiesa nella formazione sacerdotale, nn. 17-47.



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