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Presentazione della setta dei TdG

I Testimoni di Geova non vengono da Dio

Un modo efficace per evitarli è conoscerli.
Le seguenti pagine sono tratte da P. Ambrosio, Capire i Testimoni di Geova, Elledici, Torino, 2002.
Per maggiori delucidazioni su tutti gli aspetti di questa setta si rimanda al bellissimo sito www.infotdgeova.it : analisi critica di un culto.



1. "La fine del mondo è imminente..."
Di solito in due, talvolta anche con i loro ragazzi, vestiti a modo, con una borsata di libri e riviste, vi fermano per la strada, suonano alla vostra porta, garbati e insinuanti come commessi viaggiatori. Non c'è dubbio, sono loro: i Testimoni di Geova (diremo in breve: TdG).
Il loro discorso, più o meno, è questo: "Volete conoscere meglio la Bibbia? Volete scoprire il vero nome di Dio? Che cosa dite di questo mondo pieno di violenze e di immoralità? Non avete paura per voi e per i vostri figli? Per fortuna questo malvagio sistema di cose sta per finire: la fine del mondo è imminente. Lo assicura la Bibbia, che è parola di Dio. Dio (Geova) indica la strada della salvezza, lasciate la Chiesa cattolica, perché quello che i preti vi insegnano è falso, e fatevi TdG; soltanto così potrete conoscere la verità e salvarvi...".
Se continuiamo ad ascoltarli, se continuiamo a riceverli in casa, saranno per noi come l'Aids: con una tecnica raffinatissima di persuasione distruggeranno poco per volta le nostre difese immunitarie contro l'errore e ci conquisteranno alla loro setta, o per lo meno ci lasceranno disorientati e diffidenti verso ogni fede, e in particolare verso la religione cattolica.
Perciò la difesa prima e più sicura è quella di rifiutare, cortesemente ma con fermezza, ogni discussione, ogni offerta di libri o riviste, ogni invito a partecipare alle loro riunioni. Del resto, anche chi fosse preparato a dimostrare che la loro dottrina è piena di errori - come spiegheremo in queste pagine -, non li smuoverebbe di un dito dalla loro presunzione di essere gli unici a possedere la verità. Chiudere loro la porta non è mancanza di carità, non è segno di paura o di fede debole: è legittima difesa contro l'errore. "Guardatevi dai falsi profeti - ci avverte Gesù - che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci" (Matteo 7,15).
2. Perché "Testimoni di Geova"
Questa denominazione, che si sono dati solo nel 1931, vorrebbe dire "testimoni di Dio". Perché secondo loro Dio si chiama Geova, e così si distingue dai falsi dèi. Essi danno a tale nome un'importanza straordinaria, ne fanno un punto essenziale della loro propaganda. Dicono che soltanto chi conosce e invoca tale nome può essere gradito a Geova e salvarsi! Ma - viene da rispondere - se Dio è uno solo, come può aver bisogno di un nome proprio per distinguersi da altre divinità?
C'è di più. "Geova" è una lettura sbagliata delle quattro lettere con cui l'originale ebraico della Bibbia scrive l'impronunciabile nome dì Dio: YHWH. Gli studiosi da tempo hanno dimostrato che la lettura giusta di tali consonanti è YaHWeH (lahvè); solo i TdG si ostinano a leggere YeHoWaH (Geova), perfino quando la Bibbia usa un altro nome (Signore, Altissimo, Onnipotente, ecc.).
A Mosè che sul monte Sinai chiese il suo nome, Dio rispose di chiamarsi "lo sono" (Esodo 3,14): una risposta misteriosa per significare che non importa tanto il nome quanto il rispetto per l'infinita maestà di Dio.
Nel Nuovo Testamento, poi, il termine Iahvè non si trova mai (e quindi neanche Geova), ma i TdG hanno abusivamente introdotto il nome "Geova" 237 volte.
Geova è definito "fonte centrale di energia dinamica", avrebbe un corpo "spirituale", e non sarebbe presente ovunque ma solo in cielo. Una concezione primitiva e infantile che è molto lontana dal vero Dio rivelato da Gesù Cristo.
3. Un po' di storia
L'origine della setta risale a più di un secolo fa. È stata fondata dal ricco commerciante americano Charles Taze Russell, nato a Pittsburgh (Pennsylvania) nel 1852.
Costui nel 1870 ebbe una forte crisi religiosa. Allora si diede allo studio della Bibbia con un gruppo di amici. Non aveva alcuna preparazione scientifica, non conosceva né il greco né l'ebraico in cui sono scritti i testi originali della Bibbia e neanche il latino; in compenso era dotato dì molta fantasia e di sconfinata presunzione.
Dapprima aderì alle idee degli Avventisti, una setta che da oltre un secolo afferma come imminente la seconda venuta di Gesù Cristo sulla terra; e soprattutto assorbì il loro astio contro la Chiesa cattolica e il Papa. Poi sviluppò tali idee per conto suo, interpretando la Bibbia in modo del tutto personale e arbitrario, e ritenendosi un "profeta".
I suoi amici affermarono che Geova lo aveva suscitato per rivelare al mondo il vero significato della Sacra Scrittura, che fino ad allora nessuno, proprio nessuno, era riuscito a penetrare. Essi costituirono il primo nucleo della setta con il nome di "Studenti biblici" o "Russelliti" (1878).
Russell scrisse sei volumi di Studi sulle Scritture, ed ebbe l'ardire di affermare che chi li avesse studiati, anche "senza leggere una pagina della Bibbia", in due anni sarebbe arrivato alla verità. Ma oggi gli stessi TdG non permettono più di consultare tali studi, evidentemente per evitare di esporre al ridicolo il loro fondatore.
Russell volle anche fare il profeta. Affermò che Gesù Cristo era già tornato sulla terra "in incognito" nell'ottobre del 1874; che nella primavera del 1878 erano risorti gli Apostoli; che nel 1914 Gesù Cristo sarebbe di nuovo venuto in terra per giudicare tutti gli uomini, sterminare i reprobi (in particolare la Chiesa cattolica), e iniziare un regno millenario di pace e di felicità per i fedeli seguaci di Geova.
Ma, come sappiamo, il 1914 segnò invece l'inizio della prima guerra mondiale. Russell allora affermò che Geova aveva spostato il grande evento al 1918. Ma egli morì nel 1916, prima di poter constatare il nuovo fallimento della sua profezia. Divorziato, coinvolto in truffe di natura finanziaria e in processi poco onorevoli, fu un individuo di nessuna credibilità morale e religiosa, oggi ignorato dagli stessi TdG.
Alla sua morte i suoi seguaci si divisero in vari gruppi. A capo di quelli rimasti fedeli si pose un avvocato del Missouri, Joseph Franklin Rutherford (1869-1942), che trasformò profondamente la setta, e le diede un'organizzazione fortemente autoritaria. Stabilì la sede centrale a Brooklyn (New York), e nel 1931 indisse un congresso internazionale nel quale impose ai suoi seguaci di chiamarsi TdG. E per allontanarli sempre più dal vero cristianesimo proibì il crocifisso a due bracci e tutte le feste religiose, comprese Natale e Pasqua.
Rutherford sfruttò a fondo la potenza della stampa, diffondendo in tutto il mondo libri, opuscoli e riviste in centinaia di milioni di copie. Fondò moltissimi "centri missionari" (anche in Italia, con sede centrale a Roma), e impegnò i suoi seguaci a dedicare tutto il tempo disponibile per conquistare altri aderenti. Asserì che il primo TdG era stato Abele, e non mancò di fare profezie, regolarmente smentite dai fatti. Disse che nel 1925 sarebbero tornati in terra Abramo, Isacco, Giacobbe, e alcuni antichi profeti; per accoglierli fece costruire una splendida villa, che poi tenne per sé. Aggiunse che milioni di persone viventi in quell'anno non sarebbero più morte, e avrebbero visto l'inizio del regno di Geova.
Ma anch'egli morì, nel 1942, e gli successe Nathan Homer Knorr (1905-1977), che annunciò come sicura la fine del mondo nel 1975. I suoi successori, pur continuando a dichiarare che la fine del mondo è vicina, non arrischiano più date precise.
La maggior parte dei TdG ignora l'origine e le vicende storiche della setta, in verità tutt'altro che gloriose.
4.Organizzazione e propaganda
L'organizzazione mondiale dei TdG è molto solida. La dirige da un grattacielo di Brooklyn, New York, un presidente a vita coadiuvato da un certo numero di membri che costituiscono il Corpo Direttivo (= CD). Essi sono la massima e assoluta autorità dottrinale e organizzativa, unica responsabile dell'insegnamento, che viene trasmesso soprattutto con la stampa.
La "Congregazione cristiana" dei TdG è suddivisa in tante congregazioni territoriali, che dispongono di una "Sala del Regno", ove tengono cicli settimanali di studio e di formazione dei seguaci. Ogni anno organizzano congressi in qualche grande città, in un clima di esaltazione e con grande risonanza sui mass media.
Dispongono di ingenti mezzi finanziari per stipendiare i "pionieri-missionari" e diffondere le loro pubblicazioni in tutto il mondo, soprattutto la loro traduzione della Bibbia e i periodici "La Torre di Guardia" e "Svegliatevi!". Dispongono inoltre di una fitta rete di radio e televisioni.
Ogni pubblicazione è sotto strettissima sorveglianza: viene preparata in inglese e tradotta in altre lingue soltanto nella sede di Brooklyn. Nessun'altra persona, nessun gruppo locale può preparare libri o commenti, né fare correzioni o aggiunte, e tanto meno discutere quanto viene da Brooklyn. II CD ne esige l'accettazione assoluta, e proibisce ogni forma di critica.
I TdG svolgono un proselitismo capillare, organizzato nei minimi particolari. Ogni quartiere di città, ogni via di paese, vengono affidati ai "proclamatori", che si impegnano a passare ripetutamente presso tutte le famiglie, annotando con precisione il risultato di ogni visita. I dirigenti centrali stabiliscono la percentuale di cui deve crescere il gruppo. L'ispettore del distretto, in visita ogni sei mesi, può destituire i responsabili che non fanno proseliti.

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